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Luce pulsata: tecnologia

La tecnologia della luce pulsata

La luce pulsata è stata introdotta negli anni 1994/1995 ed era nota come "PhotoDerm". Tale terapia si basa sull'uso di sorgenti capaci di generare un'emissione di luce pulsata ad alta intensità. Tale emissione è caratterizzata da uno spettro piuttosto vasto, le cui lunghezze di onda variano tra i 500 e i 1200 nanometri e risulta essere non collimata e non coerente. Le lunghezze d'onda vengono "tagliate" da particolari filtri, denominati "cut-off", dimensionati diversamente (515-550-560-570-580-590-615-645-695-755) in modo da ottenere la lunghezza d'onda richiesta. Tale metodica è altresì caratterizzata dal particolare rilascio dell'energia prodotta che avviene in modalità alternata.

L'operatore può inoltre intervenire sulla suddivisione del pacchetto energetico sia a livello del numero dei "colpi", la loro durata e l'intervallo tra un colpo e l'altro. Tali parametri consentono di ridurre i possibili effetti collaterali, la cui entità è pressochè insignificante e limitata ad un transitorio eritema, ma soprattutto consentono di ampliare la gamma di possibili trattamenti estesi, dall'epilazione alle patologie di natura vascolare e pigmentata.

La luce pulsata rilascia una notevole quantità di energia che colpisce direttamente il bersaglio rispettando l'integrità del tessuto circostante nonchè i concetti noti in letteratura della fototermolisi selettiva e del tempo di rilascio termico. Dal 1994 sono stati conseguiti importanti progressi tecnologici nel campo della luce pulsata, che hanno portato all'ottimizzazione della gestione dell'impulso (OPT) attraverso nuove modalità di rilascio dell'energia, in modo da poter diminuire l'intensità dell'energia impiegata migliorando l'efficacia del trattamento: ad esempio è attualmente possibile lavorare direttamente a contatto con l'epidermide grazie all'uso di sorgenti con raffreddamento interno.

La luce pulsata consente di correggere gli inestetismi tipici del fotoinvecchiamento su diversi fronti: a livello cromatico (couperose, flushing, teleangectasie del volto, eritemi postlaser-resurfacing), a livello pigmentato (cheratosi, macchie, lentigo) e a livello strutturale dell'epidermide stessa.

Un trattamento completo di luce pulsata prevede un numero di sedute compreso tra 4 e 5 intervallate ad un mese di distanza. Viene trattato l'intero viso al fine di garantire un risultato omogeneo. La metodica è in grado di generare un buon aumento della produzione del collagene (20%) di tipo I, di tipo III e di elastina. La luce pulsata presenta l'indubbio vantaggio di poter essere applicata in concomitanza di altre terapie (microdermo-abrasione, tossina botulinica, acido jaluronico e terapia fotodinamica).

Luce pulsata: tecnologia

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